Disegna ciò che vedi. Helga Weissova: da Terezin i disegni di una bambina

Helga Weissova nasce a Praga nel 1929, nello stesso anno di Anne Frank.
Con i genitori, di origine ebraica, viene internata nel ghetto di Terezin poco dopo il suo dodicesimo compleanno. Rimane nel ghetto per quasi tre anni, poi viene deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen dove è liberata con la madre nel 1945.
Helga ha, fin da bambina, uno straordinario talento per il disegno e riesce a sopravvivere nel ghetto anche grazie alla sua abilità nel ritrarre scene di vita quotidiana.
A differenza dei più noti disegni dei bambini di Terezin che, guidati dalla pittrice Friedl Dicker Brandeis, prediligevano soggetti legati alla loro vita prima della deportazione, Helga disegna da sola, ritraendo con grande efficacia la tragica realtà del ghetto. 
I suoi disegni rappresentano ancora oggi una insostituibile testimonianza documentaria.
Helga Weissova è oggi un’affermata pittrice e vive a Praga.

Scheda tecnica:
La mostra si compone di:
• nr. da 31 a 62  pannelli incorniciati (cm 40×50) con le riproduzioni dei disegni e didascalie in plexiglas
• nr. 10 pannelli di testo e immagini (cm 70×100) che individuano le sezioni della mostra e illustrano la storia del ghetto

La mostra è accompagnata da un catalogo, da un’efficace unità didattica per studenti tra i 10 e i 16 anni, da CD con i brani musicali composti a Terezin e da diversi contributi di approfondimento rivolti a differenti target di pubblico.

Per saperne di più:

Helga ha scritto anche un Diario, edito da Einaudi nel 2014
Intervista a Helga Weissova in occasione dell’allestimento della mostra presso la sinagoga di Reggio Emilia – a cura di Istoreco – 26 gennaio 2016
Terezin, la città che Hitler regalò agli ebrei, documentario di Jan Ronca sulla storia del ghetto

Il lavoro di Helga, una sorta di diario per immagini, può essere messo a confronto con quello di Charlotte Salomon, straordinaria artista berlinese uccisa ad Auschwitz a 26 anni.
La sua opera Vita? O teatro? esce finalmente in Italia, grazie a Castelvecchi editore, nel 2019.

Una mostra a lei dedicata nel 2017 a Milano è qui illustrata dal curatore Bruno Pedretti.

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