Sport, sportivi e giochi olimpici nell’Europa in guerra (1936-1948)

Il periodo che va dalle Olimpiadi di Berlino (1936) a quelle di Londra (1948) coincide con un’inedita politicizzazione dello sport. Il regime nazista e quello fascista hanno esaltato il corpo degli atleti, incentivando la pratica sportiva per promuovere il mito dell’uomo nuovo a sostegno di ideologie razziste e utilizzando lo sport come strumento di inquadramento delle popolazioni, di propaganda e di arma diplomatica. Tuttavia, anche in questo tragico periodo, lo sport è stato per numerosi atleti espressione di resistenza e di disobbedienza.

La mostra realizzata dal Mémorial de la Shoah di Parigi propone un’ inedita lettura di tutto il XX secolo proprio attraverso le diverse declinazioni dello sport sotto questi regimi, concentrandosi essenzialmente sulla Germania nazista e sull’epurazione e arianizzazione della società tedesca che non tralascia nessun ambito sportivo. La carriera di numerosi sportivi verrà spezzata dall’ascesa del nazismo. Molti subiranno la deportazione e la morte nei Lager, o pagheranno duramente la propria dissidenza rispetto al regime hitleriano.

Un’ ampia sezione tematica integra il percorso con un approfondimento sull’Italia fascista. Al di là delle diversità della politica sportiva attuata da Hitler e da Mussolini, in entrambi i casi lo sport fu contrassegnato da misure di esclusione e di persecuzione nei confronti degli atleti e sportivi “non ariani”, in primo luogo gli ebrei.

Mostra a cura di:

Scheda tecnica:
La mostra si compone di:
• nr. 29 pannelli in polipropilene, delle dimensioni cad. di cm 70 x 100 con testo e riproduzioni fotografiche, dotati di occhielli al perimetro.

La mostra si completa con una dispensa didattica per studenti.

Modalità di noleggio:
Il Mémorial de la Shoah concede la mostra a condizioni di grande vantaggio e sostiene gli Enti che realizzano progetti ed eventi ad essa correlati.

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